venerdì 20 febbraio 2026

L'eruzione del Vesuvio che fece annullare le Olimpiadi del 1908

 



Il Vesuvio, esploso nel 1906, 

impedisce l’Olimpiade di Roma del 1908

 

Sembra strano, ma l’eruzione del Vesuvio del 1906 è determinante per l’annullamento dei programmati “IV Giochi Olimpici” del 1908 cui Roma sta preparandosi. L’Italia e gli italiani debbono rinunciare con rammarico a questa Olimpiade, per la quale è stata scelta la nostra capitale; i giochi si svolgeranno poi a Londra, dal 27 aprile al 31 ottobre  1908.

 

Dopo il grande successo della prima edizione, tenuta ad Atene nel 1896, i giochi si sono svolti a Parigi nel 1900 ed a Saint Louis (USA) nel 1904. In queste due ultime sedi le gare sportive sono in buona parte oscurate dalla rilevanza dell’Esposizione Universale che, credendo di far cosa buona, il “Bureau Intenational des Exspositions” ha organizzato nelle stesse date e nelle stesse città sede dei giochi.

La capitale francese nel 1900 e la città del Missouri nel 1904 attirano una vasta partecipazione cittadina ed una elitaria massa turistica; ma i visitatori sono più interessati alle “novità” offerte in visione dalla “EXPO” che non alle gare sportive.

 

Fin dal 1901 il rappresentante del Comitato Olimpico tedesco ha presentato la candidatura di Berlino, come sede dei giochi del 1908; ma nel marzo del 1903 la ”Federazione Ginnastica Italiana” ha candidato la città di Roma per la stessa manifestazione. Nel gennaio 1904 la candidatura di Roma viene sostenuta anche dall'amministrazione comunale, conferendole così carattere di ufficialità.

Pierre de Coubertin, il barone francese ”Padre delle Olimpiadi”, non nasconde di preferire Roma a Berlino e il 22 giugno 1904, in occasione di una riunione del Comitato Olimpico Internazionale tenutasi a Londra, i rappresentanti tedeschi, che in patria non hanno ottenuto alcun appoggio ufficiale, ritirano la candidatura della loro città.

L'organizzazione dei Giochi Olimpici del 1908 viene quindi assegnata a Roma e de Coubertin scrive alla moglie: “Soltanto Roma può restituire alle Olimpiadi quello che Parigi e Saint Louis hanno loro tolto”.

 

In Italia nasce immediatamente un Comitato Organizzatore che decide di far svolgere una imponente Cerimonia d’Apertura al Campidoglio, Pugilato e Lotta nello scenario classico delle Terme di Caracalla, l’Atletica nella prestigiosa piazza di Siena, Nuoto e Canottaggio nel tratto di Tevere che attraversa l’Urbe, la Maratona lungo un suggestivo percorso intorno ai Fori Imperiali (https://www.leolimpiadiditalia.it/home.php).

 

Considerando che ai giochi di Saint Louis in America non c’è stata una rappresentativa azzurra, tra l’altro il Comitato Olimpico Nazionale (CONI) sarà costituito solo nel  1914, il governo italiano intende varare un piano di rilancio dello sport attraverso l’organizzazione di una Olimpiade nel segno della grandezza di Roma e della raggiunta unità nazionale.

 

Ma questo programma viene bloccato dai capricci del  Vesuvio.

L’esplosione del vulcano avviene il 7 aprile del 1906; la sua violenza è spaventosa e il fatto che ci si trovi davanti a un’immensa tragedia è immediatamente chiaro ai governanti ed ai cronisti dell’epoca.

Ci sono oltre 200 morti e più di 100 feriti gravi, ma a rendere la situazione ancora più difficile è l’immenso numero di sfollati che si attesta intorno ai 34.000.

La disastrosa eruzione del Vesuvio costringe il governo a reindirizzare i fondi previsti per le infrastrutture sportive alla ricostruzione delle località devastate dall’eruzione, impedendo l'organizzazione dell'Olimpiade. 

 

Ma, contrariamente a quanto si voglia far credere, non è il solo Vesuvio causa della cancellazione di questi giochi. In contemporanea possiamo annoverare altri motivi;  finanziari e politici:

-      le ingenti spese previste per festeggiare nel 1911 il cinquantenario dell’Unità Italiana ed il quarantesimo anniversario di Roma Capitale;

-      il gravoso sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto del 8 settembre 1905 in Calabria;

-      la priorità data dal governo alla costruzione del tunnel del Sempione in via di completamento;

-      le difficoltà politiche del governo alle prese con scioperi generali e moti popolari.

Tutto questo induce le autorità a rinunciare definitivamente all'organizzazione dei Giochi Olimpici. Il comitato organizzatore romano, dopo mesi di inattività, si scioglie definitivamente alla fine del 1906.

 

Berlino non presenta una nuova candidatura e all’ultimo momento la “British Olympic Association” si offre per organizzare i giochi a Londra.

L'Italia dovrà attendere altri 52 anni per ospitare le Olimpiadi estive che si terranno finalmente a Roma nel 1960. 


GIUSEPPE PELUSO - FEBBRAIO 2026

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