Il Vesuvio, esploso nel 1906,
impedisce l’Olimpiade di
Roma del 1908
Sembra strano, ma
l’eruzione del Vesuvio del 1906 è determinante per l’annullamento dei
programmati “IV Giochi Olimpici” del 1908 cui Roma sta preparandosi. L’Italia e
gli italiani debbono rinunciare con rammarico a questa Olimpiade, per la quale
è stata scelta la nostra capitale; i giochi si svolgeranno poi a Londra, dal 27
aprile al 31 ottobre 1908.
Dopo il grande
successo della prima edizione, tenuta ad Atene nel 1896, i giochi si sono
svolti a Parigi nel 1900 ed a Saint Louis (USA) nel 1904. In queste due ultime
sedi le gare sportive sono in buona parte oscurate dalla rilevanza dell’Esposizione
Universale che, credendo di far cosa buona, il “Bureau Intenational des
Exspositions” ha organizzato nelle stesse date e nelle stesse città sede dei
giochi.
La capitale francese
nel 1900 e la città del Missouri nel 1904 attirano una vasta partecipazione
cittadina ed una elitaria massa turistica; ma i visitatori sono più interessati
alle “novità” offerte in visione dalla “EXPO” che non alle gare sportive.
Fin dal 1901 il
rappresentante del Comitato Olimpico tedesco ha presentato la candidatura di
Berlino, come sede dei giochi del 1908; ma nel marzo del 1903 la ”Federazione Ginnastica Italiana” ha candidato la città di Roma per la stessa
manifestazione. Nel gennaio 1904 la candidatura di Roma viene sostenuta anche
dall'amministrazione comunale, conferendole così carattere di ufficialità.
Pierre de Coubertin,
il barone francese ”Padre delle Olimpiadi”, non nasconde di preferire Roma a
Berlino e il 22 giugno 1904, in occasione di una riunione del Comitato Olimpico
Internazionale tenutasi a Londra, i rappresentanti tedeschi, che in patria non hanno
ottenuto alcun appoggio ufficiale, ritirano la candidatura della loro città.
L'organizzazione dei
Giochi Olimpici del 1908 viene quindi assegnata a Roma e de Coubertin scrive
alla moglie: “Soltanto Roma può restituire alle Olimpiadi quello che Parigi e
Saint Louis hanno loro tolto”.
In Italia nasce
immediatamente un Comitato Organizzatore che decide di far svolgere una
imponente Cerimonia d’Apertura al Campidoglio, Pugilato e Lotta nello scenario
classico delle Terme di Caracalla, l’Atletica nella prestigiosa piazza di Siena,
Nuoto e Canottaggio nel tratto di Tevere che attraversa l’Urbe, la Maratona
lungo un suggestivo percorso intorno ai Fori Imperiali
(https://www.leolimpiadiditalia.it/home.php).
Considerando che ai
giochi di Saint Louis in America non c’è stata una rappresentativa azzurra, tra
l’altro il Comitato Olimpico Nazionale (CONI) sarà costituito solo nel 1914, il governo italiano intende varare un
piano di rilancio dello sport attraverso l’organizzazione di una Olimpiade nel
segno della grandezza di Roma e della raggiunta unità nazionale.
Ma questo programma
viene bloccato dai capricci del Vesuvio.
L’esplosione del
vulcano avviene il 7 aprile del 1906; la sua violenza è spaventosa e il fatto
che ci si trovi davanti a un’immensa tragedia è immediatamente chiaro ai governanti
ed ai cronisti dell’epoca.
Ci sono oltre 200
morti e più di 100 feriti gravi, ma a rendere la situazione ancora più
difficile è l’immenso numero di sfollati che si attesta intorno ai 34.000.
La disastrosa
eruzione del Vesuvio costringe il governo a reindirizzare i fondi previsti per
le infrastrutture sportive alla ricostruzione delle località devastate
dall’eruzione, impedendo l'organizzazione dell'Olimpiade.
Ma, contrariamente a
quanto si voglia far credere, non è il solo Vesuvio causa della cancellazione
di questi giochi. In contemporanea possiamo annoverare altri motivi; finanziari e politici:
-
le
ingenti spese previste per festeggiare nel 1911 il cinquantenario dell’Unità
Italiana ed il quarantesimo anniversario di Roma Capitale;
-
il
gravoso sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto del 8 settembre 1905 in
Calabria;
-
la
priorità data dal governo alla costruzione del tunnel del Sempione in via di
completamento;
-
le
difficoltà politiche del governo alle prese con scioperi generali e moti
popolari.
Tutto questo induce le
autorità a rinunciare definitivamente all'organizzazione dei Giochi Olimpici. Il
comitato organizzatore romano, dopo mesi di inattività, si scioglie definitivamente
alla fine del 1906.
Berlino non presenta
una nuova candidatura e all’ultimo momento la “British Olympic Association” si
offre per organizzare i giochi a Londra.
L'Italia dovrà
attendere altri 52 anni per ospitare le Olimpiadi estive che si terranno
finalmente a Roma nel 1960.
GIUSEPPE PELUSO - FEBBRAIO 2026

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