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lunedì 24 febbraio 2025

Scout Thinking Day 2025

 

Scout Thinking Day

La Giornata del Pensiero 2025

 

Sabato mattina, 22 febbraio, accompagno la mia nipotina Arianna e lei, tenera Lupetta, mi dice:

Nonno, oggi pomeriggio  nella nostra sede ci sarà una grande Festa.

Cosa festeggiate?

Il Thinking Day!

E cosa sarebbe?

E’ il compleanno di Baden Powel e di sua moglie.

Bene! Posso venire anch’io?

No! Solo gli scout.

 

Meravigliosa sarà la sua emozione quando nel pomeriggio mi vedrà uscire dalla fumante auto di “Doc  Brown” che, con un avventuroso viaggio dal passato al futuro, conduce me ed altri vecchi scout nel mezzo di un “Grande Cerchio”. In questo cerchio, che occupa la piazza antistante la sede scout di Pozzuoli, ci sono le nuove generazioni qui riunite per “ricordare” i loro fondatori e “insieme” ripercorrere i passi di chi li ha preceduti nell’ultra centenaria  “storia” dallo scoutismo puteolano.

Ma andiamo con ordine. 


La settimana precedente la Comunità Capi del Gruppo Pozzuoli 1° intercetta un gruppetto di “old” e, a mezzo di una video riunione online, distribuisce compiti ed organizza una “impresa” che, nel corso della programmata “Giornata del Pensiero”, possa destare la curiosità dei giovani scout.

 I cooptati sono:

-     Lo scrivente Giuseppe Peluso e Melina Paone con il compito di ricordare la storia puteolana dell’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) dalla fondazione nel 1921, alla chiusura ordinata dal Regime Fascista nel 1928, alla riapertura nel 1944 ed alla nuova chiusura, per motivi bradisismici, nel 1971.

-     Giovanni Bruno e Raffaele Ricciardi con il compito di ricordare la nascita,  nel 1990 e questa volta in ambito AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani), le attività del Branco Seeonee. Entrambi  hanno lasciato una “traccia” in tutti quei lupetti alcuni dei quali, oggi ultraquarantenni, si ritrovano a guidare lo stesso Branco. Piacevole la presenza di Giovanni Bruno; pochi sanno il suo vero nome, per tutti è “Gianni Akela”.

-     Maurizio Schioppo e la stessa Maria Ricciardi con il compito di ricordare quel Reparto, insistentemente voluto nel 1990 da alcune “girls”, che ha dato vita a squadriglie che ancora oggi, con lo stesso nome, ne tramandano le tradizioni.

-     Guido Di Bonito e Clorinda Chiocca con il compito di ricordare il Clan Betel che con il suoi Rovers e Scolte fu la prima unità ad essere rifondata, dall’indimenticato Nicola Ricciardi, nell’autunno del 1989.

-     Alessandra Zinno e Silvana Paganino con il compito di ricordare la nascita e la breve, anche se attivissima, esistenza del Secondo Gruppo Scout di Pozzuoli i cui colori sono ancora oggi presenti, a mezzo di un piccolo triangolo, nei fazzolettoni  che tutti indossano. 


Alle ore 15.oo di sabato 22 febbraio ci ritroviamo tutti nei pressi della sede scout dove incontriamo il Capo Gruppo Stefano Patricolo (Doc Brown) che ha “truccato” la sua auto per farla apparire come la “DeLorean”, la Macchina del Tempo di Hollywoddiana memoria.



In verità, pur essendo una capiente familiare, non tutti riusciamo ad entrarci causa la pancetta (non quella affumicata) e l’ormai scarsa attitudine al “rannicchiamento”.




Tra fumogeni colorati, musica assordante e l’inserimento di “circuiti temporali”, facciamo il nostro ingresso nella racchiusa piazza compiendo qualche giro intorno al Grande Cerchio.


Finalmente ci fermiamo dietro la schierata Comunità Capi e usciamo dall’auto fingendo meraviglia, essendo noi venuti con la DeLorean da un'altra epoca.




Stupore, emozione e gioia sul volto dei piccoli lupetti, tra cui la mia nipotina; curiosità sui volti degli esploratori e interesse su quelli dei rovers.

Essendo noi, appena arrivati con l'auto del tempo, scout di un passato che non si vuol dimenticare ed essendo quelli schierati scout ansiosi di “conoscere”, i capi approfittano dell’occasione e mettono in moto un’impresa che ha dell’avventuroso.

Dividono i ragazzi in molteplici gruppetti ognuno dei quali formato da lupetti, esploratori e rover (con sestiglie e squadriglie mischiate) fornendoli di dettagliate piantine su cui sono segnalate le postazione (tutte nelle immediate vicinanze) dove ritroveranno noi, vecchi scout, giunti dal passato. 




Raggiungiamo in fretta le previste destinazioni e ben presto riceviamo le “visite” dei ragazzi che mostrano grande interesse per le storielle, le foto ed i cimeli che a noi “vecchietti” mai difettano.









Immancabile la foto ricordo con chi ci ha “visitato” e che speriamo possa memorizzarci così come noi ricordiamo quelli che ci hanno preceduti e che ora “Fanno Strada negli Infiniti Pascoli del Cielo”. 



Al termine tutti in cerchio nella grande piazza al centro della quale, su di una finta colonna traiana, i capi con l’aiuto dei partecipanti attaccano dei foglietti su ognuno dei quali è segnato un particolare ricordo della storia scoutistica puteolana. Sarà questa la colonna “fondamenta” su cui poggerà il "futuro" e il “pensiero” del Gruppo.





A seguire le “grida” di Sestiglia, di Branco, di Squadriglia, di Reparto, del Clan; poi il rinnovo della Promessa da parte dei Lupetti e poi quello di tutti gli altri.


Dopo il “Canto della Promessa” il pensiero di tutti va a Nicola Ricciardi, di cui ascoltiamo la voce in un racconto registrato per la rifondazione di questo Gruppo, e poi l’ammaina bandiera eseguita da tre impeccabili piccoli alfieri.



Infine raccolgo il mio rametto e mi preparo Al Bim-Bum-Crack finale che fortunatamente parte e s’allontana dalla mia sinistra; data l’estensione del cerchio non avrei resistito molto nel partecipare all’intenso urlo e alla prolungata schiena piegata.

 



Ad Impresa conclusa Gianni dice che le esperienze che abbiamo accumulato nello scoutismo hanno fatto parte e continuano a far parte della nostra vita; Silvana continua col ricordarci che il “Thinking Day” di quest'anno, oltre al tema della fratellanza, è stato un vero “ritorno al passato”.

Siamo stati invitati a “ricordare” e “portare nel cuore” la nostra storia; noi speriamo d’esserci riusciti, almeno abbiamo provato a fare del nostro meglio.


PEPPE PELUSO ED I VECCHI SCOUT DI POZZUOLI - FEBBRAIO 2025


lunedì 12 agosto 2024

Nicola Ricciardi

 


Ripercorrendo la “Buona Strada” di Nicola

In memoria del Grande Capo dello Scautismo Puteolano


Nicola Ricciardi, il Grande Capo, il Padre rifondatore dello scautismo puteolano, non è più tra noi, ha raggiunto la sua Lucia negli immensi Pascoli del Cielo.

Nicola nasce a Pozzuoli l’otto giugno del 1942 e da ragazzo, e dalla elevata abitazione a Villa De Angelis, già guarda oltre il lontano orizzonte; giovanissimo aderisce al Gruppo Scout (ASCI) di via Ripa, su al Rione Terra.


Lo incontro all’inizio del 1959 entrando per la prima volta nella sede scout del Pozzuoli 1°; lo vedo aggirarsi sorridente tra gli “alpe stock", i cordini, gli zaini con la pelliccia, le cassepanche piene di oggetti per il campeggio e gli affascinanti colori degli angoli delle squadriglie.

Io giovane novizio e lui “rover” in servizio in quel “riparto”; Nicola mi accoglie e mi fa sperimentare l’imparare “facendo”, mi trasmette principi e valori che prima non conoscevo.

Per la prima volta nella vita ho incarichi di responsabilità e partecipo a riunioni in cui si chiede anche il mio parere.

Io, seduto alla pari con gli altri attorno a quel piccolo tavolo, mi sento importante, partecipe e coinvolto; non sono più un bambino, almeno non lo sono più per Nicola e per i nuovi Fratelli.

In questa fase dello scoutismo, appartenuta a me come a Nicola, ci sono trasmessi principi e valori che prima non conoscevamo e che insieme abbiamo condiviso.

Ricordo i primi campi, i notturni turni di guardia in sua compagnia, i racconti che animava con sorrisi ed energia attorno al fuoco di Bivacco:

… Fratelli alla candida Luna, cantiamo la nostra canzone più bella…

e poi il dormire in tanti, troppo “azzeccati”, in una piccola tenda su di un letto di paglia.


Dopo l’incendio del Duomo, con dispiacere, abbandoniamo la sede sulla Rocca e ci uniamo all’allora Pozzuoli 2°, ospitato nei locali offerti dal parroco del Sacro Cuore ai  Gerolomini, dove Nicola prende in mano le redini dello scautismo puteolano orientando con metodologia sia il Riparto che il Branco.

Poi Nicola entra nel Corpo Forestale e tutti noi esploratori sogniamo d’addentrarci con lui nella grande Foresta della Vita:

… tra i faggi e gli abeti, che gioia, veniamo la nostra canzone a cantar


Seguono gli anni difficili delle crisi bradisismiche, il grande terremoto, l’ingresso nel mondo del Lavoro e le gioie delle nuove Famiglie; ognuno di quel gruppo và per la sua strada.

Nicola è completamente assorbito dal Servizio Forestale, dai soccorsi in favore delle popolazioni colpite da cataclismi, dalle estenuanti battute (all’addiaccio sugli Appennini) nella vana ricerca di sequestrati; come nel caso di Aldo Moro.

In questi stessi anni sposa l’indimenticata Lucia; sarà lei a cucire migliaia di “fazzolettoni”, ancora oggi gelosamente conservati da generazione di scout che hanno pronunciato la loro “promessa” nella mani del “capo”.

Prima della pensione Nicola raggiunge la massima qualifica nel ruolo Ispettori ed è inviato a comandare la Stazione Forestale di Ischitella.


Alla fine degli anni ottanta riporta lo scautismo a Pozzuoli e grazie a lui buona parte dei Vecchi Scout si ritrova; chi nel Gruppo dei Giovani (AGESCI) e chi nella Comunità degli Adulti (MASCI), allargando l’esperienza a coniugi e figli, come successo agli stessi Nicola e Lucia.

Ci si rimette in cammino, al servizio della Comunità e della Chiesa, e Nicola per lungo periodo sarà il Referente di tutti gli Scout flegrei nel Consiglio Pastorale Diocesano.

Riprendono pure le “route”, seppure con passo più moderato per l’età, e nei momenti di sconforto lui ci canta:

… La via troppo è scoscesa, la traccia già si perde, solo non si disperde chi segue il Lupo Anzian! …


Ricordo poi quando, nel fermarci per una meritata sosta, mi chiede:

 «Hai sempre la borraccia con metà acqua e metà vino?»

I boschi del Molise e degli Abruzzi sono spesso meta di imprese scout e non c’è villaggio, grande o piccolo, che non ricordi Nicola con affetto.

Quando il Clan di Pozzuoli è impegnato in “cammino” tra questi monti non c’è locandiere, anche su sentieri sperduti, che non offra un piatto di spaghetti agli stanchi e affamati rover di Nicola.

La strada, quella che lui ha sempre percorso con fermezza, gli ha riservato anche tappe dolorose, come la prematura perdita della dolce Lucia.

Pure in questa circostanza ha saputo reagire e rimettersi in gioco; da amabile Padre s’è trasformato in adorabile Nonno; il tutto fino a domenica 28 aprile 2024.

… allora, Madre nostra, non lo dimenticar, prendilo per mano e sappilo aiutar…

 

Nicola per tutta la Grande Famiglia Scout, oltre ad esserne stato il Fondatore, è stato il Fratello, il Papà, il Nonno, il Buon Amico; … il grillo parlante di molti di noi...

Grazie per averci dato il tuo amore e per averci insegnato cose importanti nella vita; mai dimenticheremo le risate che ci hai fatto fare.

Speriamo che possa continuare da lassù, con il tuo sorriso e con la tua energia, ad infondere a tutti noi l'entusiasmo di vivere una vita felice e generosa.

..."ancora meglio se tra un bicchiere di vino ed un sorso di grappa"...

aggiungerebbe sicuramente lui.


P.S.

A seguire il "fattariello"; ovvero la storia vera di come è rinata la "Comunità MASCI Pozzuoli 1*"





GIUSEPPE PELUSO

Pubblicato sul numero di giugno 2024  di "Segni dei Tempi"; giornale della Diocesi di Pozzuoli

domenica 8 maggio 2022

Ricordando Chiarina

 



Per sempre Chiara! 

 

   Ora che non c’è più desidero ricordarla a me stesso, a coloro che hanno percorso un pezzo di strada con Lei ed a tutti quelli che, pur non avendola conosciuta, hanno una mamma volata in cielo.

 

Chiara D’Alessio nasce a Pozzuoli il 9 ottobre del 1944, con l’Italia ancora in guerra ed economicamente disastrata.

Non so nulla della sua infanzia, e poco del suo matrimonio con Nicola Arca; mi è sufficiente sapere che Chiara è stata l’amorevole Mamma di tre ragazzi.

Nicola, sofferente per varie patologie, svolge lavori saltuari e avventizi e l’unica sicurezza salariale arriverà con l’inserimento nelle liste dei Lavoratori Socialmente Utili; un mensile insufficiente ma certo.

 

Ho conosciuta Chiarina, e il suo compagno Nicola, nel 1990 quando accompagnavamo i nostri figli presso il Gruppo Scout di Pozzuoli.

Serate d’attese presso la sede; coinvolgimento in attività di autofinanziamento; giornate con, o dei, genitori in occasione di Feste, uscite o campi estivi. Tutto è stato utile a coinvolgerci in una reciproca e approfondita conoscenza confluita, unitamente a tanti altri genitori, nella creazione di una Comunità MASCI (Movimento Adulti Scout Italiani) nell’anno 1993 [2].



Inizia così una nuova “avventura” che tutti insieme affrontiamo con la stessa spensieratezza dei giovani; anche se la “malizia”, propria degli adulti, non ci abbandona del tutto.

Fare Comunità significa dedicarsi al “servizio”, verso i compagni, verso i bisognosi, verso la parrocchia; molti hanno remore o tentennamenti, ma Chiarina no!

La vedo forte e risoluta nel prestarsi verso gli altri e mettersi al servizio della Comunità; solo oggi, a distanza di anni, credo che Chiarina non abbia sofferto, come me, il diverso modo di rapportarsi verso gli altri.

Per Chiara è la normalità, lei è sempre stata al servizio della Famiglia e di chiunque abbia avuto bisogno d’aiuto o di conforto.

 

E’ tra le prime ad offrirsi volontaria per le “grandi pulizie” della Chiesa di Sant’Artema, dove il MASCI fa riferimento; inoltre mai manca all’appuntamento bisettimanale, che la vede indaffarata a cucinare e servire a tavola, presso la mensa del “Centro Ero Forestiero”.

Tutte le attività della Comunità, specialmente indirizzate all’autofinanziamento, per il raggiungimento di obiettivi sociali, la vedono impegnata, unitamente alla indimenticata Lucia, nella cucina del MASCI per preparare struffoli, limoncelli, melenzane sott’olio, o pranzi per ospiti convenuti da ogni parte d’Italia [3].

 


Chiara spesso piange, e piangere è una cosa perfettamente sana ed un segno di forza e resistenza.

L’ho vista piangere tra le montagne del Pollino quando, durante un Campo Estivo, per il suo onomastico gli facciamo omaggio di una insignificante “scafarea”. Lei non riesce a capacitarsi d’essere oggetto di fraterna attenzione; il suo pianto è di felicità [4].



L’ho vista piangere accanto al feretro di Lucia strappata alla vita da tremenda malattia. Lucia è per noi una sorella ed un’amica, per Chiara è tutto; il suo pianto è di pura tristezza.

Ma Chiara piange anche della normalità; il suo pianto è una risposta naturale alla sopraffazione.

 

All’inizio della sua avventura scout prende talmente a cuore l’impegno di cantare in coro che, ritenendosi non all’altezza (per la presenza del Vescovo come poi confessa), è preda di malori tali che ci costringono a portarla al Pronto Soccorso [5].



Lo stare “insieme”, vero motto dello scautismo, gli fa superare questa forma di timidezza e Chiara canterà “insieme” a tutti noi [6], 



pregherà con noi [7], 



gioirà con noi [8], 



viaggerà con noi [9], 



con noi sarà pellegrina nei campi di sterminio [10].

 


Non ho mai sentito Chiara lamentarsi, rifiutare qualche incarico, avere da ridire su persone o cose. Essa è partner essenziale nelle campagne sociali nazionali, come quella per la AIL [11], 



nella raccolta fondi per il Burundi, unitamente alla gemellata Comunità di Portici [12], 



sempre presente nelle attività rivolte verso i ragazzi, in special modo del quartiere di Monteruscello [13], 



con le mani sempre unte per ciò che prepara nella cucina della Comunità, o che spesso porta da casa [14], 



frugale e veloce nel consumare il suo pasto giornaliero e solo quando la frenesia delle attività lo permette [15].



Durante un altro Campo Estivo, nell’appenino Tosco Emiliano, partiamo dal nostro rifugio montano e, percorrendo un irto sentiero, scendiamo verso una sperduta abbazia dove, per la normale viabilità, dirige anche il pulmino che ci accompagna.

Otto tra i più anziani o bisognosi rientreranno col pulmino ed il resto della Comunità farà ritorno in montagna affrontando in salita lo stesso sentiero [16].



Chiara, per la sua età, dovrebbe usufruire del veicolo, ma lei, pur di lasciare un posto certo al marito, afferma di sentirsi bene e di poter risalire a piedi.

 

Innumerevoli, in tanti anni, i momenti trascorsi insieme, momenti ludici (trenino per visita Grotte) [17], 



momenti di agape fraterna nei raduni regionali o nazionali [18].

 


Ma c’è una attività in cui Chiara ha donata tutta se stessa, per oltre un quarto di secolo dal 1995 a poco prima di raggiungere la Casa del Signore.

Inizialmente ha affiancato la mitica Lucia D’Angelo e poi ha continuato volontariamente e gratuitamente a svolgere il ruolo di “Mamma Scout” durante le Vacanze di Branco estive, o invernali.

L’impegno con i Lupetti è totale, fin dalla partenza con il pullman [19].

 


Negli anni Chiara ha cucinato per centinaia e centinaia di Lupetti e Lupacchiotte appartenenti a varie generazioni; i primi lupetti degli anni novanta sono ora genitori affettuosi e professionisti affermati.

Con qualche aiuto, ma spesso anche da sola, Chiara ha giornalmente assicurato cinque pasti (fuori sede i Lupetti sono soliti fare colazione al mattino, spuntino alle 10.00, pranzo a mezzogiorno, merenda al pomeriggio,

cena di sera) a gruppi di quaranta e oltre di scout, compresi i componenti dello staff, che sempre hanno apprezzato il suo “servizio”.

Di sera, dopo cena, il Branco si riunisce per le attività serali e Chiara, dopo aver sistemato la cucina dell’accantonamento, è solita sedersi in un angolo restando incantata a guardare i piccoli esibirsi in canti, spettacoli, giochi, o apprendere con essi le fantasiose avventure della giungla.

Con loro si tuffa a Seonee, dove risiede il branco, e quì, come nella fantasia dei più piccoli, incontra il vecchio lupo Akela, l’orso Baloo, la tigre Khan, il leopardo Bagheera.

 

Ma Chiara è prima di tutto una Mamma e ad essa si ricorre per qualsiasi casualità; un dolore al pancino, piccole febbri, urgenze sartoriali, consigli pediatrici; è Lei che impartisce le prime nozioni di Economia Domestica e di Cucina [20].

  


Chiara, in latino da cui il nome deriva, significa luminosa, splendente!

E Chiara è proprio così, lucente come il suo nome!

 

Il sei maggio 2022 Chiara, la "Mamma" di tutti gli scout, la “Mamma” per antonomasia, ci lascia proprio alla vigilia della Festa dedicata alle “Mamme”; con il suo zaino ha raggiunto Nicola e "insieme" si accingono a “Fare Strada” negli Infiniti Pascoli del Cielo [21].

 


 GIUSEPPE PELUSO – MAGGIO 2022